venerdì 25 settembre 2009

Riders on the storm...


Arrivano i temporali, con il loro caratteristico odore di ozono e quei bassi brontolii che vengono da lontano, seguiti dai bagliori che illuminano a giorno il cielo serale.

Arriva la pioggia, con il suo odore di terra bagnata e l'aria fresca che la sera ti fa mettere su una copertina più pesante.

L'estate va via, per la ventottesima volta ormai, lasciando il posto a quella dolce malinconia dei primi giorni di autunno.

Mai come oggi penso a quanto sia cambiata l'estate, come concetto, nella mia vita.
Se una volta essa rappresentava il metter via i libri per tre mesi per poter fare tutto quello che quando c'è scuola non si può fare, tipo giocare a pallone subito dopo pranzo, starsene alzati fino a tardi per guardare Notte Horror o farsi una mega partita a One Must Fall 2049 per tutto il pomeriggio, che tanto non ci sono i compiti da fare, adesso l'estate è solo un trimestre di caldo e punture di zanzara, di poco tempo per andare al mare (quest'anno, a dire il vero, manco in cartolina l'ho potuto vedere) e di molto tempo da dedicare ai propri progetti lavorativi personali, una volta andati in ferie dal (poco) lavoro dipendente che si ha la fortuna di avere.

Il tempo per giocare, manco a dirlo, è ridotto ai minimi termini. Ancor meno quello da dedicare ai miei amati retrogames.

Di recente, poi, sfruttando quella mezz'ora libera prima di andare a pranzo, per poi scappare a lavoro subito dopo, mi sto dedicando ad un solo gioco che, grazie alla sua struttura, riesco a godermi un poco alla volta, ovvero Saints Row, su Xbox 360.

Non avrei mai detto che, un giorno, sarei stato portato a giocarmi fino in fondo un sandbox game, tipo di gioco che, di solito, mi viene a noia quasi subito.

Sarà per il geniale sistema degli achievements che, di fatto, mi "costringono" a fare cose che mai avrei avuto la pazienza di fare, se non ci fosse stato l'incentivo di sbloccare l'obiettivo e guadagnare gli agognati Gamer Points, sarà per la poca concentrazione richiesta nel seguire una trama pressochè nulla (anche se in alcuni momenti la storia si fa interessante, seppur poco approfondita), sarà per la mia predisposizione attuale ad andare in giro a cazzeggiare (quantomeno nel contesto videoludico), ma devo ammettere che Saints Row mi sta divertendo parecchio.

Le missioni sono varie ed interessanti (originalissima quella dove bisogna correre in giro a bordo di un'auto, mentre il nostro alleato cerca di convincere un tizio a parlare, tenendolo delicatamente a testa in giù per le caviglie, appeso fuori dal veicolo), le modalità divertono, con il solo limite di essere eccessivamente prolisse: otto livelli sono troppi, specie quando la difficoltà raggiunge picchi elevati e, poi, la modalità corsa è un pò troppo seccante, dato che ci si ritrova spessissimo a dover ricominciare la gara, visto quanto diabolicamente la pista è irta di ostacoli.

Un bel giochetto, insomma, da fare soprattutto nei periodi, come questo, in cui non si può dedicare troppo tempo a titoli maggiormente impegnativi.

In ogni caso ho ordinato il secondo capitolo che, pare porti diverse migliorie. In attesa del suo arrivo dalla cara, vecchia Inghilterra, approfitto per tentare di completare il primo al 100%, impresa difficile ma che ho deciso di portare a successo.

Tutto ciò a riprova della diabolica genialità degli obiettivi!

E mi riservo di giocarmi anche GTA IV (su 360, naturalmente) che, finalmente pare aver riposto nello sgabuzzino il barattolo di Nutella e che, per una volta, pare aver detto no ai bimbiminchia (sarà per questo che è stato attaccato da una buona fetta dei fan della serie?). A Ottobre esce in edizione Classic, a quanto pare con una nuova confezione più fedele all'edizione "normale" e più rispettosa del suo layout. Io l'ho già pre-ordinato ad un prezzo speciale, ovvero poco meno di 20 euro.

Speriamo li valga!!!

2 commenti:

Valerio Mastrangeli ha detto...

A prescindere dalle tue sempre esaurienti e interessanti descrizioni di Games & Co... devo proprio dirtelo: l'introduzione "meditata" di questa tua pubblicazione mi ha fatto pensare, e non poco. Un mix di riflessioni e ricordi di quei bei tempi andati quando davvero, come dici tu, l'estate rappresentava un bel periodo che all'inizio sembrava lunghissimo (quando invece scorreva inspiegabilmente più veloce del resto dell'anno) in cui si poteva finalmente far tardi, giocare e godere del bel tempo!
Hai ragione quando dici che col senno di poi e la realtà che ci circonda la stagione calda rappresenta principalmente il fastidio del sudore e delle zanzare mentre ci si appresta a poggiare le braccia sulla scrivania del proprio posto di lavoro, le quali si appiccicano sul piano creando più fastidio che altro. Però le nostre evasioni, piccole o grandi, racchiuse in un'oretta di libertà la sera o una settimana immersa nei pensieri mentre tiriamo tardi a letto al mattino... beh quelle proprio non ce le può togliere nessuno.
Sei grande, come sempre :-)

Phil M. ha detto...

Summer is over.. sigh.
SR rulez.