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domenica 9 agosto 2020

Intermission - Sunday Feels

Adesso si ragiona

Il fine settimana, si sa, è spesso consacrato al rassettare e riordinare casa. E il mio home office aveva proprio bisogno di una riordinata.
Così, approfittando di un weekend in cui la piccola ninja dorme dai nonni, mi sono dato da fare e ho riorganizzato un po' gli spazi. D'altronde questa stanza è quella in cui passo la maggior parte del tempo, tra lavoro, videogame e camminate veloci sul tapis roulant...
Era arrivato il momento di sistemare meglio la scrivania e, perché no, sistemare anche l'angolo retrogaming, ormai abbandonato a se stesso da tanto, troppo tempo.
Dunque, un sabato pomeriggio tutto all'insegna del piumino e di tanto olio di gomito.
Il pc da gaming ha trovato finalmente spazio sulla scrivania, in modo da non bloccarne più il flusso d'aria da seduto. Prima stava sotto la scrivania e, ovviamente per sedere comodo, mi ci piazzavo praticamente davanti. Aspirando l'aria dalla parte frontale, era davvero un problema. E poi finalmente non ho più l'aria calda soffiata direttamente sotto il tavolo.
Dopo aver ottimizzato la disposizione della scrivania e del tapis roulant, che impediva l'accesso alla libreria, ho dedicato il mio tempo alla risistemazione dell'angolino retrogames, il mio vero e proprio angolo dei giochi, in cui ho sistemato quasi tutte le console a unità ottica, quindi GameCube, Playstation 2, Xbox, Saturn e Dreamcast.
Immagini che si possono sentire

Oggi, dopo aver risistemato un po' anche gli scaffali della libreria, mentre facevo il backup di alcune foto e video salvati su CD-ROM e DVD (alla faccia del digital rot!), ho provato ad accendere le varie console, dato che sono state inattive per un bel po' di tempo.
E così mi sono ritrovato a provare Puyo Pop Fever su GC, che dopo un iniziale blocco della console, ha ripreso a funzionare a dovere, Guardian Heroes su Sega Saturn che è il gioco per cui ho recuperato la console, Halo su Xbox (madonna non ricordavo avesse un framerate così basso!) e Killzone su Playstation 2. Per motivi logistici, non ho potuto collegare il Dreamcast dato che non ho sufficiente spazio per inserire lo step down, ma rimedierò ASAP!




Che dire? È stato davvero un bellissmo salto nei feels, ricordando un po' i momenti magici che mi hanno regalato queste console nel tempo e spero tanto di riuscire a coinvolgere Lalla con qualche partita a Puyo Pop o a qualche altro gioco da fare in due!
Fine dell'intermezzo! :)
Ci ritroviamo presto per un nuovo post regolare su My Games Corner! :)

sabato 19 novembre 2011

C'era una volta un cubetto...


Nonostante tutto io il Gamecube l'ho amato dal momento stesso che l'ho tirato fuori dalla sua scatola di cartone. Anzi ancora prima, quel giorno di tanti anni fa (sette per l'esattezza), quando vidi alcuni video di Resident Evil 4 su G@me Network.
Mascella a terra e tanto sbaaaaavvv, che ve lo dico a fare?

Così mi decido e ordino proprio la RE4 Limited Edition, in quel suo splendore argenteo.
Nel giro di poco tempo mi procurai quasi tutti i titoli che mi interessavano (il remake di Resident Evil, l'episodio 0, Eternal Darkness, Metroid Prime e qualche altro gioco).

Pensare che sono già passati 10 anni (18 Novembre 2001 - 18 Novembre 2011) dal suo lancio sul mercato mi mette i brividi: ma davvero il tempo scorre così in fretta?

Mi sa che dedicherò un pò più di attenzione a quel favoloso cubetto, da troppo tempo spento, ahimè...

martedì 10 agosto 2010

Il GameStop e il male [cit.]

Da quando, vicino alla mia città, ha aperto GameStop, la catena di videogiochi più malvagia del mondo, l'impulso irrefrenabile all'acquisto compulsivo si è impossessato di me.

Non ci posso fare niente, pur sapendo che il gamestop e il male [cit.], non riesco a smettere di andarci per spulciare tra i vecchi giochi usati, dalla PsOne alla Playstation2, dalla XBOX al Gameboy Advance, senza scordare il GameCube, tanto che, oramai, il commesso mi ha inquadrato e ha capito esattamente i miei gusti.

La settimana scorsa, prima di partire per le "ferie", mi sono recato al centro commerciale dove si trova questo malvagio negozio e, non appena entrato, il commesso ha richiamato la mia attenzione chiedendomi "Ma tu non hai il GameCube?".
Alla mia risposta positiva, mi fa notare che sono arrivati dei giochi a 0,98 centesimi di euro e poi si ricorda di un'altra cosa...

"Aspetta qua, mi è arrivata una cosa che ti interesserà... tra l'altro costa solo cinquanta centesimi!"

Oibò, cosa sarà mai, mi chiedo io... e, proprio in quel momento, il tipo mi mostra una scatola che mi ha fatto sobbalzare: il Gameboy Player per il GameCube!

Non l'ho nemmeno fatto finire di presentarmi il prodotto, l'ho afferrato e, come Gollum, ho sospirato un "è mio! Tutto mio! Il mio tesssssoro!!!!"

Non avete idea, cari amici lettori, di quanto lo avessi cercato sulla rete, soprattutto sulla baya, trovandolo a prezzi improponibili.

E ora me lo ritrovavo davanti, a mezzo euro, completo di tutto: scatola, manuale, disco di avvio, addirittura gli Star Points intonsi.

Tutto felice metto sulla cassa tre giochi per GC a 0,98 l'uno e facenti parte della promozione 3x2 e, in più, mi accaparro una copia in ottimo stato di Xenosaga Ep II a 9.90, anche se era priva del libretto di istruzioni...

Insomma, con circa 12.00 euro mi porto a casa:

- Gameboy Player (così potrò giocare a Metroid Fusion, a Gunstar Future Heroes e a Final Fantasy I&II Dawn of Souls senza farmi venire il torcicollo...)

- Xenosaga Ep. II

- X-Men Next Dimension (interessante clone di Tekken con i personaggi Marvel più amati da me...)

- Summoner 2 A Goddess Reborn (sembra un bell'A-Rpg, piuttosto difficile fin dall'inizio)

- Lost Kingdoms (un Jrpg simpaticissimo, con un sistema di combattimento basato sulle carte, un pò come Baten Kaitos), per completezza, dato che possedevo già il secondo episodio

Ieri, invece, passeggiatina al centro commerciale con inevitabile passaggio da Gamestop: risultato? Stella Deus per PS2, per rinfoltire le fila della mia collezione di Jrpg.
Si tratta di un tattico ad opera di Atlus / Pinegrow, caratterizzato da una grafica molto orientata alle atmosfera manganime.
Ho giocato molto poco, ma sono stato colpito dalla qualità dei fondali e dalla colonna sonora di Hitoshi Sakimoto, che mi ha entusiasmato sin dalle prime note. Qua e là ho letto che il grande difetto di questo gioco è il basso livello di sfida, un pò come capitava ad Ar Tonelico, ma l'appeal visivo, la musica e la profondità della trama rendono tale neo un problema minore...

Insomma, posso dichiararmi soddisfatto, almeno per ora!!!


giovedì 2 ottobre 2008

Freud incontra Tarantino e Hideaki Anno: a deep insight of Killer7



Stasera ho terminato Killer7 (versione GameCube).

E' difficile raccogliere le idee che mi sono fatto su questo gioco e scriverne una riflessione, soprattutto perchè la prima sensazione che ho avuto, dopo aver letto "Thank you for playing Killer7" è stata quella di risvegliarmi da un'allucinazione.

In questo momento, a onor del vero, se potessi prenderei il primo volo per il Giappone e mi recherei presso casa Mikami per complimentarmi con lui per il gioco (a mio avviso originale, stiloso ed avvincente) e per chiedergli un incontro a tre con Suda 51 per poter discutere sulla trama di Killer7.

Non potendo, purtroppo, realizzare questo desidero, mi accingo a postare un pò delle mie riflessioni su uno dei giochi, secondo me, più profondi dal punto di vista narrativo mai realizzati negli ultimi dieci anni e, come tale, uno dei più complessi e difficili da comprendere ed analizzare.

Come altre grandi opere nipponiche, vedi Neon Genesis Evangelion, Killer7 sembra avere dentro di sé una moltitudine di livelli di interpretazione che possono lasciare quantomeno spiazzati i giocatori occasionali o comunque coloro che non hanno bene in mente come funzioni la politica giapponese o che non abbiano almeno basilari nozioni di psicopatologia.

Si perchè Killer7 è un concentrato di politica, analisi psicologica dell'animo umano, nonchè una amara satira del sistema istituzionale americano e dei rapporti tra Usa e resto del mondo.

ATTENZIONE! Da qui in avanti potrete imbattervi in SPOILER piuttosto dettagliati!

Ma Killer7 è per metà un videogioco (molto sui generis invero) e per metà anime giapponese: lo si denota non solo dallo stile grafico (Dan su tutti potrebbe essere il figlio di Jigen) ma anche dalla puntuale scelta stilistica di alcuni filmati di intermezzo, oltre che alla presenza di alcuni personaggi che fanno il verso a Sailor Moon (Ayame Blackburn) e i Power Rangers (The Handsome Men).

Tutto questo complica ulteriormente le cose, dato che la già malata atmosfera, viene resa ancora più allucinata da questa alternanza, apparentemente caotica, tra filmati in game e scene animate (molto sulla scia delle produzioni Gainax e Madhouse di ultimo grido, nonchè vicini alla soluzione stilistica della parte anime di Kill Bill vol.1).

Da un lato abbiamo un uomo, Harman Smith, vecchio decrepito e sulla sedia a rotelle, che combatte Kun Lun, leader e creatore degli Heaven Smile, abominii disumani che ridendo in maniera inquietante, aggrediscono gli esseri umani con attacchi esplosivi suicidi.
Dall'altro abbiamo sei killer, ognuno dei quali rappresenta una personalità di Harman: di questi sette (6+Garc) solo Garcian riesce ad interagire con la personalità principale. Gli altri, con le loro varie abilità e caratteri, sembrano quasi solo degli strumenti per consentire ad Harman di compiere le sue missioni.

Attorno ad essi vi sono una serie di personaggi, viventi e non, che interagiscono con i sette Smith, in un modo o nell'altro.

Travis, su tutti, spirito di uno dei primi obiettivi di Smith, sembra saperla lunga sui sette e, già dalle prime battute, un giocatore attento può cominciare a sospettare che le cose siano molto più complicate di come sembrino a prima vista.

Harman è un killer che lavora per il governo degli Stati Uniti, in una situazione mondiale dove i conflitti sembrano sanati per sempre

vengono infatti aboliti i trasporti aerei, le testate atomiche smantellate, viene creato un sistema di distribuzione mondiale nonchè una super-strada intercontinentale.

Una nuova minaccia terroristica, però è dietro l'angolo.

E dietro ci stanno nientemeno che i Giapponesi! Dopo un attacco all'isola nipponica, i sopravvissuti sparsi nel mondo sono pronti a tessere le loro tele per dominare l'assemblea delle nazioni unite e distruggere l'America dall'interno, grazie ad un sistema elettorale bacato alla radice e controllato dal Ministero dell'Educazione, organismo-facciata di Matsuken, organizzazione che mira al dominio degli Stati Uniti


Nel bel mezzo di tutto ciò Smith si trova nel mezzo di due fuochi.
Ma ben presto i nodi vengono al pettine!

Infatti Harman il vecchio e Kun Lun non sono altro che lo Ying e lo Yang, due forze primordiali che continuano a scontrarsi nei secoli, incuranti delle sorti dell'umanità. Garcian è in realtà
Emir, agente di Matsuken che, allevato da Harman Smith (ex presidente usa), a 13 anni compie il suo primo massacro: guardacaso le vittime sono i sei dello Smith Syndicate. Il trauma è tale che egli incorpora in se altrettante personalità, una per vittima, in modo tale da superare lo shock e il ricordo, ed infine idealizza Harman sotto l'aspetto di un vecchio sulla sedia a rotelle da cui prendere ordini. Dunque ogni volta che si trasforma, Garcian/Emir non fa altro che tirar fuori una specifica arma dalla sua inseparabile valigia e variare il suo stile di combattimento, profondamente convinto di aver assunto anche l'aspetto fisico di tale personalità.


Tutto questo è solo la punta dell'iceberg: di mezzo ci sta l'incubo orrorifico di vivere all'interno di una allucinazione, ben rappresentata dalla grafica stilizzata in cel-shading del gioco.

La domanda fondamentale è ciò che stiamo vedendo, i vari livelli di gioco sono il vero svolgimento degli eventi o sono la rappresentazione dei ricordi e dell'immaginazione di Emir/Garcian?
Ciò spiegherebbe il perchè dell'ultima missione, Lion, ambientata proprio nel Colosseum, luogo dal quale, attraverso il Vinculum Gate il nostro protagonista si sposta, forse, dal mondo reale alle sue allucinazioni.


Molte altre domande rimangono senza risposta, almeno in apparenza, dato che, analizzando più approfonditamente i personaggi e i discorsi, soprattutto quelli di Travis, ci si rende conto che, semplicemente, Killer7 è un'allegoria dell'assurdità del potere a tutti i costi, una feroce critica alla politica statunitense e giapponese che sta trasformando i relativi paesi, per citare proprio una delle battute del gioco, in mostri.

Ciò è ben reso dal capitolo dedicato ad Andrei Ulmeyda, una versione moderna e japanime di 1984 di Orwell, e dal capitolo sugli Handsome Men, allegoria del grande vuoto che incombe sulla società giapponese (quando la fantasia dei manga e degli anime supera e cancella la realtà). Tra l'altro in questo episodio notiamo la presenza di un disegnatore che, con i suoi fumetti, prevede il futuro... chissà se Jeph Loeb (Heroes) ha giocato a K7???

Mi scuso per la lunghezza del post... ma Killer7 richiederebbe un'analisi ben più accurata...