venerdì 19 settembre 2008

Ma quando arrivano?


La cosa più bella di quando fai un acquisto on-line è l'attesa.
Non fraintendetemi, so che è bellissimo avere subito l'oggetto acquistato, soprattutto quando si tratta di un bel videogioco e che invece dover aspettare può essere palloso...

Però, l'attesa, l'ansia di sentire il campanello suonare, ricevere il pacco dal postino, scartarlo... ecco quello stato d'animo tipo bambini che attendono l'arrivo di Babbo Natale è impareggiabile.

Di recente, per festeggiare il mio 27° anno perso su questo mondo, ho fatto un paio di acquisti su eBay a tema videoludico, di cui sto ancora aspettando l'arrivo.

Nello specifico ho vinto un'asta per una collezione di 10 giochi per Megadrive:

  • Bubsy II
  • Theme Park
  • Steet Fighter II: Championship Edition
  • Sonic 2
  • Fatal Fury
  • Jurassic Park
  • Earthworm Jim 2
  • Mickey Mania
  • Mega Games 1
  • Home Alone
Ecco una foto del lotto:
Credo ci siano due titoli (Bubsy 2 e Theme Park) che necessitino un adattatore, vista la forma delle cartucce...
Chi vivrà vedrà...

Tra l'altro proprio mentre scrivevo bussa il postino, io tutto contento scendo giù ma del postino nemmeno l'ombra... che sia il postino fantasma???

Poi ho preso un lotto di 5 giochi per Sega Dreamcast:

  • Raimbow Six + Eagle Watch
  • Pod 2, multiplayer online
  • Sonic Adventure (il motivo principale per cui ho vinto quest'asta)
  • 90 Minutes, championship football
  • Virtua Tennis (il secondo motivo per cui ho vinto l'asta)
Ecco la foto:



















E poi, da un eBayer francese, ho preso Metropolis Street Racer per Dreamcast:




















Di questo titolo conosco di fama i sequel per X-Box, conosciuti come Project Gotham Racing, e devo ammettere di essermi affidato totalmente alle parole di Luca Abiusi, mitico autore di Retrogamer.it e alle parole di Mario Morandi, in arte Aio, nella sua elegante presentazione durante l'episodio 003 di Radiogame, dove viene trasmessa la struggente ed emozionante canzone "It doesn't Really Matter" (Richard Jacques).

Grazie agli eBayer internazionali, soprattutto quelli inglesi, sto riuscendo a recuperare una marea di giochi di cui ho sempre sognato, ma che non ho mai potuto avere per un motivo o per un altro.

Ogni giorno, tornando dall'ufficio, guardo la cassetta delle lettere, sperando di trovare il primo pacco (gli altri due li ho presi troppo di recente, ci vorrà qualche giorno ancora)... si l'attesa è bella, come dicevo prima, da una parte... dall'altra ogni volta che vedo la cassetta vuota dico "che palle!"....

Ma va bè... c'est la vie!

Speriamo che quel cavolo di postino fantasma si materializzi, prima o poi...

domenica 14 settembre 2008

Odore di pioggia, profumo d'autunno...


Ho sempre adorato i giorni uggiosi, con il cielo carico di nuvole, e poi la pioggia...
L'odore dell'aria quando sta per piovere è qualcosa di indescrivibile, come se fosse carica di promesse, come se con la pioggia dovesse venir giù qualcosa di bello, di atteso o di inaspettato...

I ricordi che associo alla pioggia sono innumerevoli: la mia stanza è praticamente una mansarda e, quindi, le finestre stanno sul tetto, un tetto basso e a spiovente che rende ancora di più la mia stanza un piccolo angolo caldo dove rintanarmi e staccare un pò la spina dal resto del mondo...

E' bellissimo, soprattutto d'inverno, starsene a letto, sotto le coperte a leggere un bel libro o un bel manga, mentre la pioggia scrosciante sul tetto e sulle finestre, pian piano, ti culla e ti sospinge dolcemente nel sonno, oppure nei giorni liberi, starsene a giocare a qualche bell'horror mentre fuori piove a dirotto, così da creare ancora più atmosfera.

Se alle volte la tensione diventa eccessiva, allora è stupendo immergersi in un bel Jrpg, come Tales of Symphonia, mentre fuori il cielo esegue una dolce melodia, dolce e un pò triste, grigia ma nello stesso tempo carica di passione, mentre le gocce, pian piano raggiungono il terreno...

La pioggia mi ricorda tante cose, come quella vacanza a L'Aquila, durata più di un mese, l'Agosto di tanti tanti anni fa: lì pioveva spesso ed era bello passeggiare per la piazza principale e, poi, quando cominciava a piovere, rifugiarsi in quel piccolo bar e approfittare della scarsa affluenza di clienti per giocare a Tekken nella attigua sala giochi...

Oggi è piovuto per la prima volta, chiaro segnale di un'estate ormai del tutto appartenente al passato, mentre l'Autunno pian piano si affaccia con i suoi odori, i suoi colori...

Le nuvole gravide all'orizzonte che, fino a ieri sembravano così lontane, oggi coprono il cielo e riempiono l'aria di quel buon odore di ozono...

Ricordo che da ragazzino in questi giorni piovosi, non potendo uscire in giro con la bici, si restava in casa a giocare al C-64, spesso e volentieri in compagnia di un caro amico, Giuseppe, con cui sono cresciuto e che ancora adesso fa parte della mia più stretta cerchia di amici, assieme a Phil, Piero (ricordate i post su Turrican e Monkey Island?) e pochi altri.

Con Giuseppe si giocava tantissimo sia a casa col C-64 che in sala giochi, dove sperperavamo i nostri pochi dindini per finire In The Hunt, Robocop 2 e una marea di altri titoli che hanno segnato la nostra infanzia.

Ma il nostro gioco preferito, quello su cui ci consumavamo le articolazioni delle dita, era senz'altro Cabal, per C-64: meraviglioso shooter in stile Rambo III (quello mitico da sala giochi, col vecchio John di spalle e il mirino) e Operation Wolf, di cui era una perfetta sintesi.

Giocone del 1988 della TAD Corporation, distribuito nel 1989 da Ocean, giunto alle mie mani attraverso The Hit Squad, Cabal è un dei giochi che ho amato di più nella mia infanzia videoludica.
Il mito del mercenario con i mezzi guanti e la fascia in testa, del guerrigliero in pieno stile Rambo che falcia decine di nemici e abbatte elicotteri con l'inseparabile M-16, portato al successo dai film di Schwarzenegger come Commando, noi ce lo vivevamo sul televisore di casa, sparando come forsennati e canticchiando canzoncine demenziali di nostra invenzione (Peppì... te lo ricordi Ferdinando???).

Quando invece si andava a casa di Giuseppe, col suo mitico C-64 a floppy (il mio andava a cassette) con tanto di monitor Commodore in toni di verde, erano altri giochi che regnavano sovrani: Dig-Dug su tutti, senza scordare Platoon e il mitico Moon Shadow, eccezionale action fantasy dai toni dark.

E l'autunno passava così per noi e la pioggia era sempre foriera di pomeriggi passati a videogiocare insieme.

Con Giuseppe si parla ancora di videogiochi, ogni tanto e qualche volta si gioca assieme a Burnout o al limite Pro Evolution Soccer, però purtroppo, come sempre accade nella vita, ognuno prende le sue strade e, quindi, quella magia di quando eravamo più piccoli si è un pò perduta, anche se l'amicizia resta ancora grande e, per fortuna, ci sono un miliardo di altre cose di cui parlare e da fare, oltre ai videogames... quindi va benissimo così!

Oggi Giuseppe ha fatto una cosa bellissima! Mi ha regalato due cassette del Super Nintendo, che ormai lui tiene da qualche parte nel ripostiglio, avendone perduto totalmente interesse, ovvero Pilot Wings e Killer Instinct.
Avendo saputo della mia rinnovata passione per il retrogaming e di questo blog che tengo con tanto amore e passione, mi ha voluto aiutare ad arricchire la collezione, e io di questo gliene sono estremamente grato. Grazie Peppino!!!

Anche il fatto che oggi è una bella giornata piovosa (bella per me almeno...), mi fa apprezzare ancora di più il gesto di un grande amico che, tra alti e bassi, tra litigate e momenti intensi, rimane uno degli amici migliori, con cui è stato un onore e un piacere crescere!

lunedì 8 settembre 2008

Arrivano gli HellCiccio's Toons! :D




Segnalo agli amici di My Games Corner che, sul sito del mio grande amico Phil, è apparsa una gallery di alcune piccole animazioni che ho realizzato, intitolate "...to the other side".

Tutto nasce sul forum di GamesRadar, alla sezione Dailyrando, dove il buon DaEsU ha proposto questo gioco di fantasia: bisognava escogitare il modo di far passare un omino da una parte all'altra di un crepaccio... io, al mio solito, ho stravolto un pò la cosa... a voi giudicare!

Buon divertimento!

Qui trovate il sito del mio amico Phil: http://o22phil.altervista.org/

domenica 7 settembre 2008

L'estate sta finendo... (Conclusioni di fine stagione)



Come ogni anno, è giunto il momento di salutare l'estate, la stagione più attesa da molti, più odiata da altri per via del caldo, sicuramente il periodo in cui, in teoria, ci si può rilassare un attimo prima di tornare alla realtà fatta di lavoro e impegni.

Come sempre è tempo di fare bilanci su una stagione, quella del 2008 che per me è passata via così senza infamia e senza lode, complici un paio di situazioni sfigate che mi hanno impedito di fare una vacanza vera (spero sinceramente di rifarmi l'anno prossimo).

Con i suoi ultimi strascichi di afa, questa estate per me è stata caratterizzata da un revival, da un ritorno al passato videoludico che mi ha accompagnato fin qui.
Dato che non ho potuto godermi appieno le vacanze (20 giorni a letto con una maledetta tracheite), ho approfittato per godermi un pò la mia collezione di giochi che, tra l'altro sono riuscito ad ingrassare un pò, con buona pace di chi in casa si lamenta della "spendaccionità"... beh ognuno ha le sue passioni e il videogioco è la mia, lo è stata e lo sarà sempre.

Questa per me è stata l'Estate del D-Fend Reloaded, eccezionale front-end per l'applicazione DosBox, che emula su piattaforma Windows XP un ambiente Ms Dos per far girare i vecchi e cari giochi DOS.

E' stato davvero emozionante tirar fuori dalle scatole la mia vecchia collezione di videogiochi che, per tutti gli anni '90, mi hanno accompagnato nella mia crescita come persona e come videogamer.

Ma è stata anche un'estate fatta di Retrogaming a 360°, grazie ai miei sudati acquisti (Megadrive e Snes): in poco tempo ho potuto recuperare alcuni titoli che avevo sempre sognato di provare, come Sonic The Hedgehog, X-Men, Batman Returns e il mitico Ecco The Dolphin che dovrebbe arrivarmi a casa ormai a giorni...

Non solo! Ho potuto recuperare alcuni titoli per Playstation2 che avevo nella mia wishlist da tempo.
Si tratta di un capolavoro scoperto ahimè troppo tardi, un gioco che ai tempi, dopo averlo provato per pochi attimi, avevo deciso di non comprare perchè mi era parso eccessivamente bislacco.
Sto parlando di Killer 7 di quel dannato genio di Shinji Mikami e di quell'altro folle di Suda51.
Inizialmente il titolo di Capcom ti lascia spiazzato per il suo stile di gioco così peculiare: con un tasto vai avanti, con uno ti giri dall'altra parte e poi torni in dietro, come su un binario. Ogni tanto ti ritrovi davanti a dei bivi dove devi scegliere la direzione.
Poi arrivano i nemici, introdotti da una inquietante risata psicopatica: allora premendo un altro tasto si va in modalità prima persona e, mirando ai posti giusti, bisogna eliminare gli avversari, una specie di mostri dal ghigno malefico da squalo, per assorbirne il sangue, così da potenziare le proprie caratteristiche.

Ma ciò che è davvero unico è che in effetti il protagonista è uno solo ma affetto da sindrome di personalità multiple: ben 7, come dice il titolo, ognuna delle quali caratterizzata da abilità e armamenti diversi. Ciò che è più assurdo è che, in qualche modo, queste personalità hanno un corpo proprio, come se si staccassero dalla mente che li ha partoriti... assurdo!

Il gioco sembra un'allucinazione, un morboso incubo ad occhi aperti, per via di uno stile grafico che mescola l'iconografia manga e anime di un certo livello (come i titoli e gli ideogrammi a schermo intero stile Neon Genesis Evangelion) e una certa filmografia pulp (su tutti Kill Bill di Quentin Tarantino).

Purtroppo avevo giudicato molto male questo gioco, quando uscì. Ho avuto troppa fretta di liquidarlo come gioco "troppo strano"... oggi, dopo diverse ore di gioco, posso rendermi conto di quanto sono stato superficiale nella mia "valutazione"... tanto che adesso sto cercando la versione GameCube ad un prezzo decente, visto che è la versione migliore, nonchè quella originale, con tempi di caricamento sensibilmente ridotti, una grafica più pulita, nessun rallentamento e, soprattutto con i sottotitoli, dato che a volte è difficile capire cosa dicono alcuni personaggi...

L'altro titolo che sono riuscito a procurarmi, sebbene in versione Platinum, è God of War II.
Ho preso il primo quasi al day one, grazie alla presenza di un sito come Play.com, sito britannico che vende parecchi prodotti multimediali a prezzi concorrenzialissimi, anche appena usciti, altro che i distributori italiani... Addirittura i prezzi di spedizione sono gratuiti: ed è stato uno dei giochi per PS2 che mi ha preso di più. Kratos è cattivo, carismatico e stronzo al punto da farsi amare incondizionatamente, il gioco è spettacolare, cinematografico, drammaticamente epico e talmente difficile, in alcuni punti, da portare alla disperazione il giocatore che, suo malgrado, si ritrova ad imprecare come un dannato, soprattutto nella fase finale...

Ammetto di non averci ancora giocato seriamente, ma ad una prima prova, GoW II si dimostra all'altezza del primo, anzi lo supera per cattiveria e spettacolarità, al punto che in alcuni momenti si resta immobili ad ammirare tutto ciò che ci circonda, come il mare agitato, il cielo carico di nubi e i soldati che si danno battaglia, mentre il Colosso di Rodi furoreggia nel tentativo di ridurci ad una macchia sul pavimento...

Per quanto riguarda l'ambito next-gen, ammetto di essere piuttosto indietro. Della nuova ondata posseggo soltanto il Nintendo Wii, grazie alla mia stupenda fidanzata Laura che me lo regalò in occasione della mia laurea, e francamente non sento affatto la mancanza della PS3, anche se la 360 mi attira un pò...
In ogni caso sono riuscito a mettere le mani su Wii Play, più che altro per avere un secondo Wii-Mote per giocare in due a Rayman Raving Rabbids 2 (delirio!!!) o a Wii Sports per quando organizzerò le serate a tema con gli amici nei prossimi mesi.

Altro gioco per la console Nintendo che sono riuscito ad accaparrarmi è stato Zack & Wiki, interessante ibrido tra puzzle-game e avventura grafica, molto "giapponese" nella sua impostazione, con uno stile che richiama da vicino certi Pachinko che qui in occidente non vedremo mai... la voce della scimmietta Wiki, la stessa di Pikachu a volte è snervante, e i due personaggi non sempre sono simpatici quanto vorrebbero essere, però di certo è un bel gioco che richiede spremuta di meningi e velocità di movimento per essere portato a termine.

Grazie agli Star-points inoltre, ho potuto scaricare dal servizio Virtual Console un titolo mitico, storico e assolutamente seminale nel genere fantascientifico, ovvero il fantastico Metroid per NES. Che dire? Le parole sono inutili: se non avete mai provato questo capolavoro, rimediate subito!

Insomma quest'estate non sono andato in vacanza e i soldi che avrei speso per questo scopo, li ho spesi con gusto per nutrire la mia passione.

La cosa più bella di tutte è stata poter rispolverare vecchie glorie per PC quali Syndicate, Little Big Adventure e i due fenomenali Crusader, per non parlare dell'immenso Gods, degli immortali Bitmap Brothers, che sto giocando proprio in questi giorni.

A proposito, qualcuno sa dirmi come si fa a pigiare il bottone evidenziato in questa immagine?


Sui giochi che ho (ri)scoperto in questi giorni fatti di afa e tedio avrò modo di parlare in modo più approfondito nei prossimi post... restate sintonizzati!!!

Mi auguro che i miei lettori abbiano trascorso una bella estate e colgo l'occasione per augurare a tutti voi un buon autunno (stagione che adoro, soprattutto quando piove e me ne sto rintanato a casa a giocare ai VG o a leggere manga...)

lunedì 25 agosto 2008

L'angolo delle recensioni


Dal 2005 sono iscritto all'interessante portale dei consumatori www.ciao.it.
Si tratta di una interessante community di utenti che possono scrivere opinioni su una vastissima gamma di prodotti di largo consumo, presenti in tutti i negozi d'Italia.

La cosa simpatica è che le opinioni vengono "ricompensate" in base alle letture degli iscritti a Ciao: più utenti ti leggono, ti commentano e soprattutto ti valutano, più soldini guadagni.

Certo se si riesce a tirar su una decina di euro al mese è già tanto, ma la cosa bella è quella di poter esprimere i propri pareri su prodotti, ristoranti, luoghi turistici, videogiochi (eheeheh altrimenti nemmeno starei qui a parlarne no?) e tanto tanto altro.

Inoltre è possibile consultare le opinioni altrui, magari per vedere se un dato oggetto che vogliamo acquistare sia buono o meno.

L'affidabilità del sito è data dal fatto che gli altri utenti danno una valutazione dell'opinione scritta che va da "Fuori Tema" a "Eccellente" (più eccellenti si accumulano, più possibilità ci sono di vincere piccole somme come montepremi qualità).

Spesso uso Ciao per valutare se qualcosa merita l'acquisto o anche per sondare un pò il prezzo migliore presente sulla rete, dato che quasi sempre, assieme all'opinione è possibile consultare una lista di negozi affidabili che vendono quel dato oggetto e poter raffrontare i prezzi (proprio come su Kelkoo.it o su Trovaprezzi.it).

Devo dire che qualche volta son riuscito a beccare qualche bel giocone a prezzi stracciati, dato in promozione su qualche sito o su eBay.it stesso...

Ma veniamo al dunque.

Dal 2005 mi diletto a scrivere recensioni di videogiochi per quasi tutte le piattaforme (tranne le consoles Microsoft dato che non ne ho mai posseduta una): dal Pc al GameCube, dalla Ps2 al Wii.

Quando ho cominciato a tenere questo blog pensavo di riproporre quelle recensioni a poco a poco, dedicando un post per ciascuna, ma dato che si tratta di un lavoraccio (sono al 50% pigro e al 50% impegnato col lavoro...) ho pensato di postare qui un elenco, in ordine cronologico, delle mie recensioni... chissà magari potrebbero servire a qualcuno per decidere di (ri)scoprire qualche titolo.

Vorrei fosse chiaro che non lo faccio per aumentare i guadagni, dato che le letture di utenti non registrati a Ciao non vengono conteggiati ai fini del saldo, ma solo per condividere qualche mio scritto e poterne discutere con coloro i quali vorranno commentare il post.

Ma bando alle ciance ed ecco a voi la lista, spero non vogliate giudicarmi troppo seriamente: lo faccio per passione e, sicuramente, le prime recensioni potrebbero non essere un granchè... ma questo lo lascio dire a voi! Grazie per la pazienza!

* * *

WWE Raw (PC), scritta il 21/11/2005: LINK

Killzone (PS2), scritta il 22/11/2005: LINK

ICO (PS2), scritta il 25/11/2005: LINK

Martian Gothic Unification (PC), scritta il 27/11/2005: LINK

Shadow of Rome (PS2), scritta il 06/01/2006: LINK

Silent Hill 4: The Room (PC), scritta il 07/01/2006: LINK

The Legend of Zelda: The Wind Waker (GC), scritta il 12/01/2006: LINK

Project Zero (PS2), scritta il 15/01/2006: LINK

Amplitude (PS2), scritta il 17/01/2006: LINK

God of War (PS2), scritta il 03/03/2006: LINK

Shadow of the Colossus (PS2), scritta il 14/03/2006: LINK

Big Brain Academy (WII), scritta il 22/11/2007: LINK

Red Steel (WII), scritta il 22/11/2007: LINK

God Hand (PS2), scritta il 05/12/2007: LINK

Naruto: Ultimate Ninja (PS2), scritta il 08/12/2007: LINK

Super Smash Bros. Melee (GC), scritta il 09/12/2007: LINK

TimeSplitters: Future Perfect (PS2), scritta il 22/12/2007: LINK

Rayman Raving Rabbids (PS2), scritta il 07/01/2008: LINK

Sword of the Samurai (aka Kengo: Legacy of the blade) (PS2), scritta il 17/01/2008: LINK

Silent Hill 2 (PC), scritta il 23/01/2008: LINK

Creature Shock (PC), scritta il 28/01/2008: LINK

The Legend of Zelda: Twilight Princess (WII), scritta il 01/02/2008: LINK

Blade Runner (PC), scritta il 08/02/2008: LINK

Shin Megami Tensei: Lucifer's Call (aka Nocturne) (PS2), scritta il 12/02/2008: LINK

Harvest Moon 2: A wonderful Life (GC), scritta il 20/02/2008: LINK

Mercenari, pagati per distruggere (PS2), scritta il 15/03/2008: LINK

Donkey Kong Country (SNES, WII VC), scritta il 17/03/2008: LINK

The Red Star (PS2), scritta il 27/03/2008: LINK

Zone of the Enders (PS2), scritta il 07/04/2008: LINK

Zone of the Enders: the 2nd Runner (PS2), scritta il 13/04/2008: LINK

Gradius V (PS2), scritta il 25/04/2008: LINK

Contra: Shattered Soldier (PS2), scritta il 26/04/2008: LINK

Total Overdose (PS2), scritta il 17/06/2008: LINK

Hitman 2: Silent Assassin (PS2), scritta il 15/07/2008: LINK

Baldur's Gate (PC), scritta il 29/07/2008: LINK

Killer 7 (GC), scritta il 20/08/2008: LINK

Tutto qua. Spero siano di vostro gradimento.

Se volete maggiori informazioni su Ciao o volete un invito per diventarne utenti registrati, non esitate a contattarmi. La mia mail è marcodoria81@yahoo.it

martedì 19 agosto 2008

19 Agosto 2008: * Me felice, un'altra volta ancora!!! *

Oggi sono tornato in quel famigerato posto: il mercatino dell'usato dove tempo fa comprai il mio amatissimo Dreamcast.

Non so ma "la testa mi parlava", come si dice dalle mie parti: avevo la sensazione di doverci andare.
Ed ecco fatto.
Arrivo, do un'occhiata alla sezione videogiochi e cosa mi ti trovo??? Un Super Nintendo!
Sull'etichetta c'era il prezzo: 30 euro, con pad e giochi.

Più in là vedo un Sega Saturn, 40 euro con pad e un gioco. Ma non mi sembra affatto in buone condizioni...

Chiedo alla commessa di ispezionare gli accessori dello SNES ma lei mi chiede di attendere perchè l'addetta al reparto era assente.

Così decido di tornare dopo. Infatti dovevo andare a prendere la mia ragazza per fare una passeggiata insieme.

Le racconto del mercatino e lei mi chiede di portarcela.

Mi fiondo subito alla mensola dei videogiochi dato che qualcuno stava curiosando proprio lì.

Afferro al volo la console Nintendo e chiedo alla tipa di vedere gli accessori.
Lei li cerca un pò tra le cose dietro il bancone.

Devo dire che ancora questi tipi non ci sanno fare molto, come quando comprai il Dreamcast. La signora ci ha messo un pò.

Nel frattempo io ero un pò indeciso sul da farsi. Non tanto per l'acquisto in sè ma per il fatto che ultimamente ho speso davvero un mucchio di soldi (in due settimane ho comprato Zack & Wiki per Wii, Killer 7 per PS2 non trovando ahimè la versione GameCube e il Wii Play).

Però l'illuminazione arriva da Laura, il mio dolce amore che mi dice "Prendilo! Non sai se ti ricapita un'occasione così a questo prezzo".

In effetti con 30 euro mi sarei portato a casa console, due PAD e tre giochi: Aladdin, Yoshi's Island e International Superstar Soccer.

Così mi decido e prendo la console.

Tutto contento, ma anche divorato dai sensi di colpa per avere le mani così bucate (va bè che per ora guadagno bene dato che preparo alcuni ragazzi per sostenere gli esami di recupero di Inglese, ma non esageriamo)...

Ci facciamo il nostro giretto in macchina e quasi mi scordo di avere uno SNES sul sedile posteriore della mia auto.

Con la mia ragazza si chiacchiera del più e del meno ed è così piacevole andare a zonzo con lei che il tempo passa senza rendermene conto.

La riaccompagno a casa e decidiamo di provare assieme il Super Nintendo prima di congedarmi e tornare a casa mia.

Colleghiamo la console ma, con sommo dispiacere, mi accorgo che non si accende.
In effetti l'alimentatore era ingarbugliatissimo, tutto annodato in maniera proprio stretta e così provo a sbrogliare la matassa: E VAI! La console parte.

Facciamo la sintonia dei canali, ma niente da fare: schermata nera.

Ok i contatti devono essere sudici. Mi arrendo, saluto la mia fidanzata e i suoi genitori e mi dirigo a casa.

"Cosa dirò appena entrato?", mi secca beccarmi una ramanzina sulle mie mani irrimediabilmente bucate da parte di mia madre (parla lei che poi quando vuole è più spendacciona di me... e poi non ho così tante passioni da spendere tutto, và...).

Mentre parcheggio l'auto penso la scusa e ne partorisco una perfetta: è il Nintendo di Laura che mi ha chiesto di riparare.

Ma appena entrato, alla fatidica domanda "Cos'è quel sacchetto?" la mia incapacità di mentire, anche se a fin di bene (il mio) vien fuori e dico la verità. Mia madre mi prende un pò in giro, ma finisce lì... anzi si incuriosice, tanto che poco fa si è sincerata se la console funzionava o meno...
Rimango basito...

Pulisco per bene i contatti delle cassette e della console e mi accorgo che la sporcizia che vien via è rossastra, sembra quasi sabbia di mare: ma dove cacchio l'hanno tenuta sta console???

In effetti lo SNES si presenta tutto sommato bene, a parte la grande sporcizia che mi impegno subito a rimuovere con cotone, alcool e bastoncini per le orecchie.

Pulisco per bene tutto, dalla console alle cartucce, passando per i pad.

Uno dei due sembra morsicato, probabilmente l'ex proprietario era uno che si incazzava parecchio giocando, l'altro invece presenta alcuni tratti del filo aperti... ma bene - penso tra me - funzionerà mai 'sto coso?

Con mio sommo gaudio, una volta collegato tutto con la cartuccia di Aladdin inserita, dopo aver trovato il canale, ecco che vedo il gioco in tutto il suo splendore. Però noto che le scritte che accompagnano l'introduzione sono in... TEDESCO!!! Sperando vivamente che sia l'unica cartuccia così mi accingo a pigiare START...

Ma bene, cacchio! Il pad morsicato non sembra rispondere.

Lo cambio con l'altro e noto che va.

Gioco un pò e comincio subito a divertirmi: sapevo che Aladdin fosse un gran bel titolo, ma non lo ricordavo così divertente. Lo provai per PC anni fa, ma credo che quella versione fosse un pò diversa...

Cambio subito con Yoshi's Island: schermata nera.
Estraggo la cartuccia, soffio magico su di essa e sulla console e vai che parte! Certo i tentativi sono stati più di uno, ma ciò che conta è che il gioco è partito.

Provo l'altro pad di nuovo, per scrupolo: a parte Start gli altri tasti vanno... domani lo smonto per vedere se riesco a sistemarlo...

Il gioco è stupendo: baby Mario è pucciosissimo e la grafica mi piace da subito...

Resta International Superstar Soccer da provare, anche se non mi attira più di tanto: in fondo non ho mai amato il calcio.

Però il valore storico di questo titolo è immenso, dato che è il capostipite della saga Konami più amata dagli amanti del pallone e così, per rispetto a ciò che rappresenta, lo metto su.

Schermata nera.

Che palle!

Soffio.

Niente.

Tiro via la cassetta e la rimetto.

Niente.

Comincia a gorgogliare un'imprecazione dallo sterno.

Rimetto nuovamente la cassetta.

Partito!

Provo un pò il gioco: nel giro di pochi minuti il Brasile mi fa goal. I miei giocatori passano sempre la palla, anzi la regalano all'avversario: che gioco di merda - penso.

Ma si va bene così, in fondo il calcio io lo odio... ma domani riprovo a giocarci... magari abbasso la difficoltà...

Lo desideravo tanto lo SNES, magari non come il Megadrive che ho preso poco tempo fa, ma ricordo che andavo sempre dal mio grandissimo amico Riccardo a giocarci. Lui aveva titoli fighissimi tipo Donkey Kong Country e Super Street Fighter II (mi massacrava sempre, era imbattibile con Vega!) e poi ricordo l'epoca in cui uscì in Italia. La pubblicità in TV mi faceva sbavare di brutto...

E ora, per un pò basta acquisti... mi godo quello che ho e basta! Devo finire una marea di giochi. Sisi... basta...




Tanto lo so che prima o poi ci torno per quel Saturn....

domenica 17 agosto 2008

Vota Radiogame!

Radiogame, il meraviglioso podcast di cui vi ho spesso parlato nelle pagine di My Games Corner, è candidato agli European Podcast-Awards per la categoria Personality.

Mi raccomando votate tutti in abbondanza, dando le meritate cinque stelline!!!!

Cliccate sull'immagine qui sotto per accedere alla pagina del voto.
Mi raccomando votate numerosi, dando 5 stelle e immettendo il vostro indirizzo email!!!

sabato 16 agosto 2008

Speciale: Apogee Games e il fenomeno dello Shareware


Durante la mia prima adolescenza ero un fanatico divoratore di giochi per PC: essa era la piattaforma principale sulla quale mi godevo la mia passione di videogiocatore, assieme a mio fratello e i miei amici, con cui si era avviato un circuito di scambio di floppy disk tale che non si era mai a corto di videogiochi.

Ai tempi, la casa editrice Jackson Libri pubblicava in edicola una marea di titoli per PC estremamente interessanti, in principio in versione Floppy, come ad esempio Dune II e Wing Commander, capolavori immensi nel loro genere. Dune II era il capostipite del genere RTS, che diede i natali a gioconi come Warcraft e Command & Conquer, prodotto da una mitica seppur oggi defunta software house: Westwood.

Wing Commander, invece, era un profondissimo simulatore di caccia stellari, contraddistinto da una trama cinematografica e da una serie di personaggi e situazioni indimenticabili per caratterizzazione e profondità. Ideato da Chris Roberts per Origins Inc. , questo fenomenale videogioco diede inizio ad una saga di giochi caratterizzati da scene di intermezzo girate con attori in carne ed ossa, del calibro di Mark Hamill, Malcolm Mc Dowell e Jonathan Rhys-Davies.
Inoltre, nel 1999 venne girato addirittura un film che avrebbe dovuto dar inizio ad una saga cinematografica ma che si rivelò un enorme flop, forse a causa del taglio troppo da teenager del film rispetto alla grande drammaticità e profondità narrativa della serie videoludica (già piuttosto vicina agli standard qualitativi delle migliori serie TV di fantascienza quali Star Trek o Battlestar Galactica).

In seguito, con la diffusione del CD-Rom, le edicole furono invase letteralmente da pubblicazioni, più o meno di qualità, dedicate al mondo dei videogiochi. La Jackson Libri continuò a pubblicare giochi in formato CD per alcuni anni, annoverando nella propria collana titoli quali Darkseed ed Eye of The Beholder.

Ma parlando di edicole e di videogiochi anni '90 non si può non parlare di un fenomeno commerciale assolutamente peculiare di quel periodo, croce e delizia degli assidui frequentatori delle edicole, come ero io in quegli anni (la Domenica non vedevo l'ora che finisse la Messa per andare in giro per il mio paese a caccia dei giochi appena usciti), ovvero lo Shareware.

Apogee Software Ltd. , che poi sarebbe il nome legale della 3D Realms, software house attiva dal 1987, nei primi anni '90 diede molta popolarità a questo sistema di distribuzione, detto shareware che consisteva nel distribuire gratuitamente un gioco (all'inizio veniva distribuita la versione completa, contando sull'onestà dei giocatori che avrebbero dovuto poi pagarlo) diviso in episodi: di solito era giocabile solo il primo, al termine del quale appariva una schermata che informava della disponibilità degli episodi successivi, acquistabili separatamente o in blocco mediante un numero di telefono o i contatti su una BBS (antenato delle attuali newsgroup e dei forum): registrando il prodotto si otteneva un codice e si riceveva il resto del gioco per posta, con allegato il manuale.

Questo sistema divenne così popolare che, in seguito, nacquero altre software houses specializzate in questo tipo di distribuzione, quali ID Software, responsabile del mitico Doom (inizialmente prodotto e distribuito da Apogee proprio col metodo shareware, per poi essere ceduto direttamente alla ID), Epic Games e Activision.

Venne inoltre creato il più grande BBS dedicato a software houses. Insomma il fenomeno si espanse a macchia d'olio e, in breve tempo, le edicole furono sommerse di pubblicazioni che presentavano CD-ROM pieni zeppi di giochi shareware.

Apogee diede i natali a giochi che, se magari oggi possono strappare un sorriso o un punto interrogativo, ai tempi risultavano estremamente divertenti. Si trattava spesso di shooters o platforms bidimensionali. Uno dei più famosi fu Duke Nukem, antenato di quel mitico Duke Nukem 3D uscito sotto il nome 3D Realms (Apogee smise di creare giochi in 2D e adottò questo marchio per tutti i giochi successivi).

Oggi i giocatori meno giovani conosceranno di sicuro 3D Realms per titoli quali Max Payne e Max Payne II, oltre che per le polemiche suscitate quando questa casa dichiarò di non voler sostenere la Nintendo e quindi non progettare nulla per Wii, ma tanti anni fa la Apogee/3D Realms regalò a noi giocatori di vecchia data alcuni titoli davvero meravigliosi quali Commander Keen, Cosmo's Cosmic Adventure e, soprattutto, Halloween Harry, conosciuto anche come Alien Carnage.

Molti di questi titoli venivano allegati a delle riviste che, non proprio correttamente, li spacciavano per giochi completi: ahimè, una volta provati ci si rendeva conto, invece che i giochi terminavano dopo una manciata di livelli.

Titoloni come Bio Menace (a dire il vero quasi un clone di Duke Nukem) o Terminal Velocity, clone del blasonato Descent ci lasciavano l'amaro in bocca, una volta raggiunto il fatidico nag screen, dove veniva spiegato come poter rendere il gioco completo.

Ma il fascino di quei giochi era tale che non si riusciva a smettere di provarli.

Certo tra tanta spazzatura (perchè molti giochi erano davvero orrendi), ci si ritrovava a volte tra le mani delle vere perle, come One Must Fall 2097, picchiaduro robotico prodotto da Epic Games, con grafica in 3D prerenderizzata.

Ci giocavamo tantissimo io e mio fratello e, spesso, si organizzavano dei veri tornei con gli amici.

La personalizzazione dei robot in termini di vernice e patterns, la velocità delle mosse, la bellezza della grafica: si trattava di un vero calcio nelle palle ai programmatori dell'obbrobrioso Rise of The Robots.

Tra l'altro oggi OMF2097 è stato reso freeware e liberamente scaricabile dal sito della Epic (vedi link a Wikipedia sopra).

Altri grandi giochi dell'epoca shareware oggi sono stati concessi liberamente ai fan.

Uno in particolare, scoperto grazie ad un gameplay video su youtube alcuni giorni fa, mi ha fatto sobbalzare dall'emozione: Halloween Harry, detto anche Alien Carnage.

Si tratta di un platform/shooter bidimensionale nel quale impersioniamo uno space marine alle prese con un'infestazione aliena su una base orbitale. Tale infestazione ha trasformato tutti gli esseri umani a bordo in zombi: a noi il compito di effettuare le "pulizie" e salvare i sopravvissuti.

Ricordo che lo comprai in edicola attirato dagli screens sulla scatola. La delusione fu somma quando vidi che si trattava di un altro shareware ma, visto il costo contenuto e la bellezza dei primi livelli, mi accontentai.

Certo il gioco non è originalissimo, ma la struttura del gameplay, la grafica brillante e le trovate a livello di design delle piattaforme ha un qualcosa in più: si tratta di un gioco divertentissimo che vi consiglio di provare almeno una volta. Non potrete più staccarvene!

La Apogee/3d Realms ha rilasciato altri gran bei gioconi in versione freeware, per una lista guardate qui.

Peccato che Wacky Wheels sia ancora a pagamento: si tratta di un simpaticissimo clone di Super Mario Kart, con protagonisti buffi animaletti come Panda, Scoiattoli ecc... Puccioso e divertente al punto giusto! La grafica era in primordiale 3D, ma il gioco era divertente da morire e i gadgets raccoglibili, assieme alla follia delle piste, rendeva questo titolo estremamente piacevole, soprattutto se giocato in due.

Ci sarebbe una marea di altri giochi shareware da citare (come JazzJack Rabbit ad esempio), ma questo post diventerebbe infinito (già credo di essermi dilungato troppo...).

Di certo a ripensare a quell'epoca non si può rimanere indifferenti... la nostalgia cresce, i ricordi dei capricci di Ms-Dos, l'incubo della memoria estesa, i virus che si celavano sempre dietro l'angolo (quanti dischetti infettati ho trovato in quelle riviste pubblicate da case sconosciute...) e, soprattutto, la voglia di scoprire, di giocare, di addentrarsi in mondi fantastici ed immaginari.

A quei tempi le console erano un'utopia per me, ma le emozioni non sono mancate e, anche se spesso ci stava la delusione del gioco incompleto, ancora oggi ripenso ad Apogee e tutto ciò che ha rappresentato con un largo sorriso.

E nel frattempo mi sto scaricando tutti i freeware disponibili!!!

Alla prossima!


martedì 29 luglio 2008

Sono il conte Djaacula, M***IA!!!


Citando forse uno dei migliori sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo, inizio un post che mi porta moooolto indietro nel tempo con la memoria...

Come avrete notato, sulla barra dell'URL di My Games Corner è apparsa una FavIcon differente: PacMan di sicuro è il primissimo videogioco che i miei occhi abbiano mai visto (era fuori da un supermercato della cittadina americana in cui sono nato e in cui ho vissuto per circa 4 anni e mezzo...), ma il primo videogioco che abbia mai posseduto, escluso un computer della Texas Instruments, regalato ai miei da un amico di famiglia, che però non ho mai avuto la possibilità di provare, fu un gioco handheld (si fa per dire vista la mole) della Epoch, ovvero Dracula, conosciuto in Giappone con il nome di Dracula House.

In pratica si trattava di un cabinato arcade in miniatura, con uno schermo bello grande, dove si controllava un cacciatore, probabilmente Van Helsing, che doveva inoltrarsi nel castello del vampiro più famoso del mondo, evitando i pipistrelli e, poi, una volta giunto nella cripta, aprire la bara giusta per eliminare Dracula.

Un gioco semplicissimo ma che, vi assicuro, dava dipendenza...

Credo di averlo ricevuto per il mio 3° Natale o giù di lì... all'epoca io e la mia famiglia vivevamo negli Stati Uniti d'America, a Saint Augustine, Florida: una ridente cittadina dalla spiaggia bianchissima a 100 km esatti da Daytona e Miami.

Mio padre viveva negli States da quando aveva 17 (eh si a quei tempi erano molti che dalla Sicilia si imbarcavano per l'ammerica) e mia madre lo conobbe ad una festa di compaesani mentre era in vacanza negli USA.

Quando nacqui io, i miei possedevano e gestivano un ristorantino di cucina italiana chiamata Aldo's (era il nome di mio padre) e spesso tornavano a casa ad alba inoltrata.

Io avevo la fortuna di avere mia nonna nella casa accanto... dalle foto sembra il paesino di Edward Mani di Forbice... e così i miei potevano lavorare tranquillamente.

Quando arrivò a casa 'sto giochino, i miei passavano serate intere sul divano di casa a cercare di far fuori Dracula, ridendo come matti e dimenticando le fatiche del mandare avanti il ristorante.

Forse fu uno degli ultimi momenti sereni della mia famiglia, ma questa è un'altra storia.

Sta di fatto che, per una serie di circostanze, dovemmo ritornare in Italia.
Portai il gioco con me, assieme a pochi altri giocattoli a cui tenevo davvero (il più bel regalo mio padre me lo fece spedendomi, qualche mese dopo, tutti quegli altri che fui costretto a lasciare in America dove lui era rimasto per concludere la vendita della casa e del ristorante).

Dracula resistette diversi anni, con somma meraviglia dei miei genitori, anche se, con l'arrivo del mio fratellino minore (grande distruttore di giocattoli), fu dura cercare di mantenerlo intatto...

Ricordo che ci giocai per molto, molto, molto tempo... almeno fino alla prima media.

Poi finì nel dimenticatoio, in quella specie di varco interdimensionale, un buco nero che si annida nel ripostiglio, da cui ogni tanto torna qualcosa che mi fa venire il magone.

Dracula è ancora lì, tra quei pochi peluche che mia madre non ha dato via e qualche altro gioco che, da piccolo, ho difeso a costo della vita...

Forse funziona, forse no, ma non ho il cuore di provarlo perchè, se non dovesse, so che proverei un piccolo dolore.

Si, lo so è solo un giocattolo, forse anche un pò stupido, ma rappresenta parecchie cose e, magari, è più bello restare col dubbio e con i ricordi delle partite spensierate fatte sotto le coperte, quando i miei erano convinti che stessi già dormendo...

Non so come mi è balenato questo ricordo, stavo in balcone ad ascoltare un pò di musica con il mio inseparabile lettore Mp4 per distrarmi dagli ultimi rimasugli di 'sta maledetta febbre e ho ripensato ad un bel thread sul forum di Gamesradar sul Gig Tiger e sugli handeld degli anni '80 e '90 in generale, all'interno del quale ho scoperto questo bellissimo sito, http://www.handheldmuseum.com/, fateci un salto e magari potreste rivedere qualche vecchia conoscenza!

lunedì 28 luglio 2008

28 Luglio 2008: Fattore C!


Oggi, nonostante stia ancora piuttosto male, ho fatto un salto in ufficio per vedere un pò la situazione... c'era l'aria tipica di questo periodo: poco lavoro da svolgere, poca voglia di svolgerlo e trepidante attesa per le ferie imminenti.

Dopo aver stampato un paio di scartoffie da compilare nei prossimi giorni, decido di tornare a casa, dato che il marciapiede sembrava il ponte di una nave immersa nella tempesta.

Con il sudore che mi imperlava la fronte e fitte di dolore ai reni e alla schiena, arranco fino a casa mia dove, dopo alcuni minuti, ricevo una graditissima telefonata: il mio grande amico Phil mi chiama per sapere come sto e per andarci a prendere un caffè.

Malgrado la febbre, decido comunque di uscire perchè era un pezzo che non lo vedevo e, soprattutto perchè son partito per le ferie senza avvisare nessuno e questa cosa mi è dispiaciuta, seppure si sia trattato di cause di forza maggiore (in pratica ho lavorato fino a mezz'ora prima di partire). Inoltre Phil è uno dei miei migliori amici ed il piacere di passare un po di tempo in sua compagnia mi ha fatto scordare per un pò i fastidiosi malanni che mi hanno avvinto, soprattutto in un periodo così caldo come la fine di Luglio...

Dopo un caffè e quattro chiacchiere (abbiamo parlato anche della chiusura causa impegni di lavoro, del suo blog che avevo linkato qui su queste pagine) prima di congedarci lo vedo scendere dall'auto e aprire il portabagagli. Dovete sapere che non si sa mai cosa può uscir fuori dal suo bagagliaio! E stavolta, meraviglia delle meraviglie, cosa ti esce? Un GameBoy, quello con lo schermo a Dot Matrix, verde e tre giochi: Magnetic Soccer, Duck Tales e Star Trek: Generations. C'era anche il Link Cable, per connettere due GameBoy e giocare in due, possedendo due copie di un gioco compatibile, come il Tetris!!!

Conoscendo la mia passione per il retrogaming e la passione di sua madre per buttar via la vecchia roba, Phil ha deciso di regalarmi questo piccolo gioiello del passato!

Che c.... ehm... botta di fortuna!!!

Un grazie vivissimo al grande Phil che si è dimostrato ancora una volta, uno dei miei migliori amici!

23 Luglio 2008: * Me felice di nuovo! *


Oggi sono tornato dalle ferie e, con somma gioia, ho trovato ad attendermi sul tavolo di camera mia un grosso pacco.

Prima di partire, grazie ad un generoso regalo di mia nonna, ho preso sul mercatino del forum di Gamesradar un Sega MegaDrive II boxato con 2 pad e tre giochi: Mrs. Pacman (in pratica datomi in omaggio), Sonic The Hedgehog e Generations Lost.

In pratica la console è nuova di pacca, sembra non essere mai stata usata: l'utente che me l'ha venduta ne ha avuto molta cura!

Dopo aver collegato la console al televisore ed aver ricercato il canale giusto (quanto mi mancava questa operanzione!!!) mi sono ritrovato a giocare come un bambino, felice ed eccitato del nuovo acquisto!

E' stato emozionante provare finalmente Sonic sulla sua console originale, con tanto di scatola e manuale ancora intatti! Io che avevo provato i giochi del riccio solo su MegaCollection+ per Playstation2 e su Dreamcast, ho provato una grandissima gioia nel poter realizzare un piccolo sogno che avevo da piccolo, quando aspettavo con ansia che iniziasse USA Today, quello di possedere questa meravigliosa console.

Sudato e febbricitante (l'ultimo giorno di ferie, causa vento e sbalzo drastico di temperatura tra giorno e notte, mi sono beccato un mega raffreddore con tosse e 38 e mezzo di febbre) a causa della Tachipirina, ho aperto lo scatolone con grande gioia, richiamando alla mente quando da piccolo guardavo i cataloghi Giochi Preziosi e mi divoravo le pagine dedicate alla console Sega.

Vedere il simbolo Giochi Preziosi sulla confezione del Sega MegaDrive mi ha messo in faccia un sorriso sognante, mentre con dita tremanti sistemavo la console per scattare qualche foto con il cellulare.

Dopo aver provato Sonic ho messo su la cartuccia di Generations Lost: non conoscevo affatto questo titolo, ma devo dire che mi è piaciuto molto. Mi ha ricordato per certi versi Flashback (forse l'ambientazione della giungla) e di sicuro nei prossimi giorni me lo giocherò a fondo.

Mrs. Pacman è stata una piacevole sorpresa: io posseggo già la versione Atari 2600 dalla quale quella per MD si differenzia parecchio: sprites più curati, colori più brillanti e la presenza dello scrolling. E' ovvio che tra il MegaDrive e l'Atari 2600 ci sono parecchi anni di differenza, ma è stato interessante notare le differenze piccole tra le due versioni che, però, hanno la stessa giocabilità.

Peccato non ci siano giochi in memoria, se non ricordo male nel Master System, se lo si accendeva senza cartuccia inserita, partiva Alex Kidd...

Purtroppo la nausea e i capogiri mi hanno costretto a spegnere quasi subito la console, ma sono troppo contento, quindi ho deciso di scrivere subito sul blog per immortalare le emozioni che sto provando...

Da bambino non ho potuto averla, ma adesso me la godo, alla faccia del bicarbonato di sodio...

mercoledì 9 luglio 2008

Sega Mentale #1: considerazioni varie ed elucubrazioni assortite...

Era un pezzo che non scrivevo su queste pagine.
Purtroppo tra impegni di lavoro (anche se ahimè d'ora in avanti saranno minori causa contratto non rinnovato) e progetti professionali personali, ho dovuto dedicare molto poco tempo ai miei hobby preferiti.

Non accendo una console ormai da più di due settimane: nel poco tempo che trascorro a casa, ho preferito portarmi avanti con alcuni lavori arretrati e, così, ciao ciao videogames!

Però, nel tragitto casa-lavoro, tra le note di Radiogame, mi sono ritrovato a riflettere su alcune cose inerenti il mio hobby preferito, anzi la mia passione.

E nasce così una nuova rubrica di My Games Corner: Sega Mentale...

* * *

Prima del grande rush di questi 15 giorni, avevo tirato fuori dal ripostiglio e dal garage l'Atari 2600 e il Commodore 64.

Con amore e pazienza ho pulito per bene le console e gli accessori, le cassette, le cartucce e gli alimentatori. Mentre passavo il panno per togliere la polvere, mi sono tornati in mente i momenti sereni di quando un HellCiccio di 7 anni si trovava nella sua cameretta alle prese con orde di alieni o quant'altro.

Con gli occhi lucidi di un quasi 27enne prossimo, se Dio vuole, ad entrare definitivamente nell'età adulta, mi sono reso conto di essermi riappropriato di una parte di me che stava nascosta in un angolino della mia coscienza.

Come uno scemo, mi sono trovato davanti allo schermo del televisore, intento a sparare contro i marziani di Space Invaders, con un sorriso tanto sulla faccia, mentre evitavo i colpi nemici e cercavo di colpire l'ufo che passa ogni tot minuti in alto...

Mi sono reso conto che oggi, come 20 anni fa, quel concept di gioco è ancora validissimo. Si perchè la prima cosa che deve fare un videogioco è divertire. E Space Invaders mi ha reglato bellissimi momenti.

Forse è cambiata la consapevolezza, la maturità dell'HellCiccio odierno, ma quella magia, quell'intensità non è svanita.

Il gioco come momento ludico, anarrativo, caratterizzato da una certa ridondanza: Space Invaders non finisce mai, se non quando fai Game Over.

Lo stesso si può dire di una marea di titoli usciti in quegli anni.

Dopo l'epoca Atari la cosa cambia.
Oggi siamo arrivati al punto che terminare il gioco sia quasi un atto dovuto al player: se spendo 60 euro voglio arrivare in fondo.

Salvataggi, punti di ripristino, rewind, continue, crediti, ecc...

E' cambiato completamente il punto di vista.

Il gioco diviene una storia, un discorso, per dirla semioticamente, caratterizzato da una narratività profonda ed estrinseca: il player è un attore che veste i panni di un personaggio ben definito (quasi sempre) con un proprio carattere, un proprio ego virtuale, propri obiettivi ed aspirazioni.
Di più: il videogame è, spesso, un ipertesto, collante di meta-discorsi differenti che, insieme, compongono una struttura narrativa complessa, nella quale gli attanti si ritrovano a passare attraverso ruoli e funzioni differenti (automobilisti e pedoni, cacciatori e prede, vittime ed assassini).

Prendiamo in esame i giochi della generazione Space Invaders.
La narratività, seppur limitata a concetti molto sintetici e semplici, è presente a livello superficiale: la navetta x combatte per difendere il pianeta y dagli alieni z.

Ma nessuno ci narra chi è dentro la navetta. Perchè si trova lì, o chi sono gli alieni (Marziani? Venusiani? Mostro orrendo che viene dallo spazio profendo... mai trovata la fonte di questa TGMiana citazione) e perchè attaccano? Siamo sulla Terra?

Tutto è lasciato (volontariamente o meno) alla fantasia del giocatore, che si sente maggiormente immerso nell'azione: attore e attante coincidono perfettamente, la narrazione in itinere è il medesimo flusso di pensieri prodotto dal giocatore.

Forse è qui che si nasconde quella magia che provavamo in quegli anni.

Oggi è il gioco stesso che ci conduce per mano alla sua conclusione, fatta di titoli di coda, credits chilometrici e canzoni torcibudella: cinema e videogioco tendono sempre più a sovrapporsi.

La fantasia del game designer si sovrappone a quella del player e l'appagamento che si provava nel fare il massimo dei punti o di completare quanti più quadri possibili prima che la velocità del gioco e la sua difficoltà raggiungessero livelli disumani, lascia il posto all'aspettativa attesa o disattesa nel giocatore una volta comparata l'esperienza reale gioco a quella virtuale avvenuta nelle discussioni sui forum o nell'atto del leggere le recensioni on-line o su carta che siano.


Tutto questo per dire che oggi si producono brutti videogames? Assolutamente no.

Di certo la prospettiva è un pò mutata: l'approccio al gioco è meno ludico, forse, e più narrativo, anche se non è un assoluto categorico (basti pensare alla nuova ondata di puzzle games e shoot 'em ups presenti sul mercato).

Forse, citando e concordando con il Galla, viene a mancare il concept nella sua originalità. Che siamo entrati nell'era delle minestre riscaldate?

Forse la risposta la troviamo nelle parole del personaggio interpretato da Tom Sizemore nel film Strage Days, che, tra l'altro vi consiglio caldamente di guardare: potreste trovarci interessanti spunti di riflessione sul rapporto tra reale e virtuale, critico e ludico, morale e immorale.

Tutto è stato già fatto [...]

sabato 28 giugno 2008

Due sbarrette e un quadratino: la genesi del videogioco.



E' di questi giorni la notizia di un film sulla storia della mitica Atari, con Leonardo di Caprio nel ruolo di Nolan Bushnell, pioniere dell'industria videoludica e cofondatore assieme a Ted Dabney di Atari Inc. nel 1972.

Certo la mia perplessità su Di Caprio nel ruolo del creatore di Pong è piuttosto elevata, ma sarà il tempo a dirci se Atari sarà un film degno di lode o no. Lo stesso dicasi per i suoi interpreti...

Di sicuro una cosa è assolutamente da sottolineare: per la prima volta il cinema omaggia i videogiochi da un punto di vista prettamente storico, riconoscendo l'importanza di quella azienda che nel 1972 diede il via al mercato videoludico che oggi vale quanto se non di più quello cinematografico.

Naturalmente non sono mancati, negli anni, contatti tra cinema e videogioco (basta pensare al film "Il piccolo grande mago dei videogames, deliziosa pellicola del 1989 che, al di là della sua zuccherosa stucchevolezza e ad un product placement scritto a caratteri cubitali in ogni suo fotogramma, resta un'opera gradevole e che ha segnato la mia adolescenza... e quella di molti di voi, ne sono certo!), però a questo giro il mondo del cinema riconosce che i videogames non sono un fenomeno ad uso esclusivo di nerds e bambini: il videogioco assume una dimensione più "seria", più adulta. D'altronde una cosa diviene seria quando dietro di sè può vantare un business, almeno nella mentalità a stelle e strisce tutta marketing e dollaroni...

Tutto questo mi riporta a più di 20 anni fa, quando un mio lontano cugino decise di regalarmi il suo Atari 2600, assieme alle cartucce di Ms. Pacman e Vanguard, un eccezionale shooter spaziale a scorrimento orizzontale, che aveva anche dei livelli a scorrimento verticale.

Ci passavo delle ore tra blastaggi furiosi di astronavi aliene e corse folli nei labirinti, fuggendo dai fantasmini alla ricerca della pallina, della ciliegia e di tutto quello che potesse far salire vorticosamente il punteggio.

Non mancava la mitica, bestiale, inarrivabile, leggendaria cartuccia di Space Invaders, che mi ha fatto divertire, esaltare, imprecare ed incazzare come un matto agli albori della mia "carriera" videoludica.

Tempo dopo acquistai, o meglio i miei mi regalarono Sprintmaster e Crystal Castles, mentre un mio carissimo zio mi comprò la cartuccia di Crossbow, mitico gioco dall'atmosfera alla Robin Hood in cui bisogna difendere i propri compagni da scorpioni, serpenti, scimmie e altre minacce a colpi, appunto, di balestra: gioco di una difficoltà pazzesca ma che mi fece emozionare parecchio nelle maxi partite organizzate con tutti gli amici del quartiere. Ci si passava il joystick cercando di superare, a turno, tutti gli infernali quadri che componevano il gioco.

Oggi queste cassette e la console le custodisco gelosamente e, ogni tanto, mi vien voglia di rimettere in funzione la 2600 e farmi qualche partita a Space Invaders... purtroppo il tempo è contro di me: il lavoro mi assorbe al 98% e quel che resta, giustamente, va dedicato alla mia fidanzata. Grazie al cielo anche lei ama i videogiochi... chissà qualche volta ci faremo una partita assieme...

Insomma Atari è stata la mamma del videogioco come lo conosciamo oggi e devo dire che ha cresciuto pure me...

* * *

Per quanto riguarda il Pong, invece, io nel '72 non ero che una particella di pensiero nell'iperuranio... però ricordo che all'incirca nel 1990, il mitico Piero, di cui vi parlavo a proposito di Monkey Island e Turrican, tirò fuori dal solaio uno strano arnese nero con leve e bottoni e due strani aggeggi dotati di potenziometri... si trattava del Pong! Primordiale console di gioco che rivoluzionò l'idea di home playing: il gioco non era altro che due sbarrette controllate sull'asse delle Y dal giocatore attraverso un potenziometro e una pallina che rimbalzava sullo schermo. Il compito del giocatore era colpire la "pallina" (si trattava per la verità di un quadratino) e farla rimbalzare oltre la sbarretta avversaria per segnare un punto.

Certo oggi fa strano solo il pensiero di un gioco così elementare, abituati come siamo ai vari GTA 4 e compagnia bella, ma ai tempi fu una rivoluzione e spero tanto che il film di Brian Hecker e Craig Sherman riesca ad evidenziarne l'importanza storica ed affettiva.

Qualche tempo fa, mentre preparavo l'intervista a Stefano Gallarini, il mio caro amico Phil M mi mandò delle foto scattate presso il negozio di materiale informatico di un suo caro amico, Totò che, a quanto pare, è anch'egli un fan di My Games Corner...

Ecco le foto nel loro splendore:






Purtroppo non sono riuscito a reperire alcuna informazione a riguardo, conto sull'aiuto degli amici del Forum di Gamesradar alla sezione Retroradar...